Come noto nel 2023 è stata approvata la c.d. Riforma Cartabia che, in ambito penale ha apportato modifiche significative con riferimento ai requisiti di ammissibilità della costituzione di parte civile.
Sul punto, infatti, si segnala che la Corte di Cassazione, con la pronuncia n. 38481 del 2023, è intervenuta al fine di circostanziare i nuovi parametri di ammissibilità della costituzione di parte civile, così come risultanti all’esito delle modifiche apportate all’articolo 78, comma 1, lett. d), c.p.p. dall’art. 5, comma 1, lett. b), n. 1) del d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150.
Ed invero, la Riforma Cartabia ha posto a carico della parte civile un onere motivazionale più stringente rispetto al passato: alla luce dell’eventualità che il giudizio possa proseguire dinnanzi ad un giudice civile, viene richiesto che l’atto di costituzione sia idoneo e di per sé sufficiente ad incardinare un giudizio dinnanzi all’autorità civile.
Ebbene, proprio in relazione al parametro di ammissibilità della costituzione di parte civile di cui alla lett. d) dell’articolo 78 c.p.p., i giudici di legittimità sono intervenuti dettando delle nuove linee guida, cui bisognerà tenere necessariamente conto per la predisposizione della costituzione di parte civile da parte degli operatori del diritto.
In particolare, infatti, la Suprema Corte ha chiarito che l’esposizione delle ragioni che giustificano la domanda di costituzione di parte civile dovrà avvenire secondo i parametri oggi usati per l’atto di citazione nel processo civile e, quindi, secondo quanto prevede il novellato l’art. 163, comma 3, n. 4, c.p.c., con «l’esposizione in modo chiaro e specifico dei fatti e degli elementi di diritto costituenti le ragioni della domanda, con le relative conclusioni».
Con la nuova disciplina, pertanto, la causa pretendi dovrà trovare una precisa determinazione ed esposizione non essendo più sufficiente “fare riferimento alla commissione di un reato” ma dovendosi “richiamare le ragioni in forza delle quali si pretende che dal reato scaturiscano conseguenze pregiudizievoli nonchè il titolo che legittima a far valere la pretesa
Sarà, pertanto, indispensabile che le ragioni della domanda vengano illustrate secondo quanto disposto dall’art. 163, comma 3, n. 4, c.p.c. con un’esposizione chiara e specifica delle medesime, non essendosi tradotta, la specificazione di cui all’art. 78, comma 1, lett. d), c.p.p., in un semplice “aggiustamento cosmetico” bensì “nella necessaria proiezione, sul piano della domanda civile, della mutata regolamentazione della impugnazione della sentenza agli effetti civili”